Mance. Le abitudini cambiano.

Mance. Le abitudini cambiano.

Molti i commenti, tante le opinioni e varie considerazioni su un aspetto che sembra non trovare il suo giusto equilibrio in uno scenario variegato come quello delle mance. Laddove nascono criticità nella sua gestione a volte spartana, dalla sala alla cucina che vedono spesso la proprietà occupare un posto sul podio. Proprio quello di cui si sta discutendo negli Stati Uniti ???????? (leggi articolo https://www.agi.it/estero/mance_ristoranti_americani_cosa_cambia_camerieri-3443331/news/2018-02-02/ )

Tuttavia mi viene da pensare che se nel nostro bel Paese ???????? venisse applicata una normativa di tassazione delle mance che permetta al datore di lavoro non solo di trattenerle come spesso accade, ma di trattenerle per poi erogarle al dipendente in base alla percentuale (attribuita logicamente in base al reparto di appartenenza), ci sarebbe il caos, proteste, con una maggiore assenza di professionalità nelle sale della ristorazione italiana, “ come se non bastasse la carenza che già abbiamo”. Caos e proteste causate dalla Mal gestione delle stesse mance da chi dovrebbe astenersi da tale responsabilità la quale risulterebbe essere corretta solo nella misura in cui si svolge un azione di accantonamento e non alla sua totale o parziale trattenuta. La mancia è oggi rappresentata da quella fetta di torta che in qualche modo riesce a colmare: orari massacranti, assunzioni fantasma, quel supporto allo stipendio che permette ai professionisti di questo settore di sostenere le piccole spese di natura quotidiana.

Spese che ahimè….. molte non sono fondamentali ma necessarie per poter sostenere uno stile di vita particolare, come quello di chi vive di ristorazione. Si evince che tassare le mance possa avere un impatto funzionale sull’economia e sul benessere nazionale nella misura in cui anche in Italia si cominciasse a far pagare “in base ad alcuni parametri”, il servizio obbligatorio, da un 5 % ad un massimo del 20% come in tutti gli altri paesi europei… leggi qui…… http://guidemarcopolo.it/e-la-mancia-parte-1/    Una visione bonaria che potrebbe rappresentare il primo passo verso l’aumento della professionalità nelle sale della ristorazione italiana, provocando un benessere alla proprietà-dipendenti e clienti.   Purtroppo si inciampa in un ostacolo che padroneggia nella mente del popolo italiano e che fa paura: il cambiamento.   L’ostacolo è mentale in quanto non si è pronti ad accettare un cambiamento a mio parere tanto drastico quanto funzionale. In quanto il popolo italiano culturalmente è abitudinario, da secoli ha sempre percepito la parola cambiamento come un pericolo da evitare, un popolo poco incline alla condivisione, a differenza del popolo statunitense che vive di cambiamenti, cambiando casa e lavoro a volte più spesso di come cambia i vestiti. Tuttavia prendiamo molti spunti dallo stato a stelle e a strisce ????????, purtroppo solo per quello che ci fa comodo.

Ma cosa vogliamo farci “SIAMO ITALIANI”, inguaribili romantici abitudinari.

 

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